sentivo un po’ spaventata a parlare con l’esercitoL’arrivo dei bambini
ra previsto per domenica 23 Topless luglio, ma i permessi [per entrar
e in Israele] no Fuck erar no ancor
st Fuck ti concessi e siamo stati costretti a ritard Panties e Tgp iz un giorno. Abbiamo ottenuto i permessi domenica notte, cosi` ho chi
ato Aziz e gli ho dato il ’via libera’, e sono arrivati lunedì 24 luglio. Mi sentivo un po’ spaventata Lesbians all’idea di dover parlare con l’esercito... Era la mia prima volta... Ho dovuto chiamare il misrad heterim, l
8217;ufficio di permessi dell’esercito (israeliano). Ero davvero nervosa. Ho spiegato loro l’idea del campo e che cosa avremmo fatto. Ma non erano molto incoraggianti e la sensazione che avevo era che il campo non ci sarebbe stato, non si sarebbe potuto fare, c’erano troppi bambini. Ho lavorato a questo campo estivo per due mesi e per tutto questo tempo non sapevo se sarebbe realmente accaduto fino all’ultima notte. Fino alla fine provavo continuamente a telefonare, quasi supplicante, tentando di renderli tristi, cercando di convincerli a provare qualcosa per questi bambini... Soltanto l’ultima notte mi hanno chiamato e mi hanno comunicato che avevo ottenuto i permessi. Ero così felice... Tuttavia ho pensato ’bene, ma ci crederò soltanto quando vedro` i bambini arrivare realmente qui’.
Realmente, perché i bambini erano minori di 16 anni, non avevano davvero bisogno dei permessi, ma avevano bisogno di persone che li accompagnassero e queste persone dovevano ottenere i permessi. A nessuno dei loro accompagnatori e` stato concesso il permesso eccetto che per una ragazza. Suo padre è morto e lei non sarebbe potuta venire, cosi`, sostanzialmente, non avevano alcun accompagnatore e lo abbiamo scoperto soltanto quando siamo andati ad accoglierli al checkpoint! A quel punto abbiamo deciso che saremmo stati noi i loro accompagnatori.
Siamo andati al checkpoint di Anata a Gerusalemme ed abbiamo atteso con un bus dall’interno del territorio israeliano. I bambini sono venuti con il loro bus e noi li abbiamo trasferiti nel bus israeliano... Non sapevo esattamente come comportarmi ed ero davvero spaventata. I bambini, da dieci a dodici anni, avevano lasciato la loro casa alle otto di mattina e sono arrivati al checkpoint di Anata alle due [in normali circostanze il tempo di percorrenza e` di circa un’ora-Ed.]. I bambini più piccoli erano realmente esausti e forse impauriti, viaggiando da soli senza i loro accompagnatori. Stavo attendendo con altri quattro responsabili del campo per accoglierli ad Anata - ma, per raggiungerci, hanno dovuto superare 16 checkpoints. Sono stati perquisiti, persino di persona! Dio, sono bambini!
Siamo arrivati, li abbiamo visti, li abbiamo fatti salire sul bus... Ero molto, molto nervosa... Pensavo, oh mio Dio, in che cosa mi sono imbattuta, tutto cio` e` piu` grande di me e di quello che posso fare... e mi aspettavo bambini spaventati e silenziosi, ma in realta` erano caldi e dolci... Una volta arrivati, si sono seduti e mi hanno fatto una buona impressione. Ho visto che non erano piu` spaventati ed mi sono sentita meglio. Il bus si allontanava e loro erano davvero emozionati; era la prima volta che sarebbero usciti dai loro villaggi... durante il tragitto abbiamo incontrato uno di quei bus a doppia lunghezza con il collegamento flessibile nel centro e tutti si sono eccitati a tale proposito: Guarda! Guarda questo! - tutte queste cose semplici li hanno realmente divertiti. Siamo arrivati al villaggio [ NSWAS ] e siamo andati alla scuola primaria, in cui i bambini ed i loro responsabili hanno dormito per tutta la settimana.
Avevamo due aule per dormire, due aule per le attività artistiche, una stanza serviva da ufficio per i responsabili, avevamo a disposizione i bagni della palestra e la palestra stessa per le attività sportive dei bambini... Ci siamo cosi` costruiti un campo molto accogliente e piacevole. Tutto cio` era gia` pronto prima che i bambini arrivassero. I responsabili ed io avevamo pulito e preparato tutto per il loro arrivo.
Chi erano i responsabili?
Ibrahim Haj Yehia, che ha frequentato la scuola primaria di NSWAS quando era bambino e si e` trasferito qui cinque anni fa; ora ha 19 anni. Taj Rizik, che ha 17 anni, e` cresciuto qui. Sama Daoud, ora diciottenne, cresciuta qui, come Natalie Boulos, mia sorella minore, anche lei diciottenne. [ La lista di tutti i volontari si trova in appendice-Ed. ]
Soltanto quattro?
Abbiamo avuto soltanto quattro responsabili perché si pensava che i bambini venissero con due dei loro e quando ho saputo che non avrebbero ottenuto il permesso, mi sono agitata. Non sapevo cosa fare, o dove avrei potuto trovare all’ultimo minuto nuovi responsabili. Fortunatamente, in quel periodo stavano con noi due ragazzi del nord, che cercavano di evitare la guerra; sono andato a casa ed ho detto: Hey, dovete aiutarmi! Così sono venuti: Issam Daoud, studia medicina al Technion di Haifa. Ha 24 anni e sta per iniziare la sua professione di medico; di fatto la sua presenza era un’esigenza giuridica! [ la legge israeliana richiede un medico a disposizione dei programmi che coinvolgono i bambini-Ed ]. L’altro ragazzo è Imad Abu Shkara, anche lui ventiquattrenne, di Abu Snan; studia medicina in Italia.
Molte persone mi hanno chiesto perchè non ci fossero responsabili ebrei a questo campo. In primo luogo, l’ho proposto a Noam Shuster (figlia di Ruti e di Hezi) ed a Naomi Mark (figlia di Bob e di Michal) ma entrambe stavano lavorando e non potevano richiedere una settimana libera. In secondo luogo e più importante, tutti questi bambini erano impauriti e qualsiasi cosa avesse relazione con l’ebraico o con gli ebrei li terrorizzava, perche` tutto quello che conoscono in proposito e` l’esercito israeliano. Quando vedevano qualche ebreo qui, o quando sentivano l’ebraico, perdevano il controllo, e ci domandavano: ci sono EBREI nel vostro villaggio? Ho spiegato che gli ebrei nel nostro villaggio sono molto diversi da quelli in uniforme nei campi profughi... Ho portato Noam Shuster ed Naomi Mark (dopo la loro giornata lavorativa) a stare con i bambini e a parlare arabo con loro... Le ho presentate ed i bambini hanno cominciato ad esaminare Naomi, parlando un arabo duro da capire, una sorta di test. Dopo Naomi ha detto loro che sta lavorando con i prigionieri palestinesi [ per il suo servizio nazionale alternativo, con i Medici per i Diritti Umani-Ed. ], la hanno accettata ed hanno iniziato a chiamarla Na’ameh (arabo per "Naomi").
dBambini di Gerra nell'Oasi di Pace - NevShalom - Wahat Lesbians al-Salam Sex Porn Classporn Naked Celebrity Celebsh w Celebs Topless Lesbians Topless nBambini di Gerra nell'Oasi di Pace - NevShalom - Wahat Lesbians al-Salam Sex Porn Classporn Naked Celebrity Celebsx v Celebrities Models Topless Porn